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Pillole e Pubblicità

Pubblicato il 07/30,2009

Ora basta. Oltre ad essere più acido del succo di limone e più nervoso di uno a cui hanno fatto ingoiare peperoncini siciliani, mi ritrovo con uno spammer automatico (oppure tenace e monomaniaco come solo le macchine sanno essere visto che non gli pesa...) che nel giro di, saranno due settimane, mi ha mandato 37 (trentasette) trackback (ma cosa sono, poi? Mah, misteri dei blog) che pubblicizzano farmaci, credo americani, venduti via Internet "overseas".

Questo potrebbe spingermi a riflettere su come i messaggi veri affoghino oggi nella falsa comunicazione interessata della pubblicità martellante che spera di convincere colla quantità di contatti (tanto nel numero di comunicazioni quanto in quello di potenziali clienti raggiunti) anzichè colla qualità degli argomenti. Strategia mesolitica, poco pensata, grezza, tipica delle TV commerciali di un tempo, non mirata, non rispettosa del consumatore, concepito come bove passivo (senza voler offendere i veri bovi). Internet è nuovo, è giovane, è pieno di scelta. Perchè l'advertisement su Internet dev'essere invece impostato su questi criteri superati che producono una pubblicità sempre sul filo del fastidio, quando non, come in questo caso, dell'abuso? Siamo sinceri, signori del marketing, ma credete che una persona che sia stata brutalmente e immotivatamente interrotta da esclamazioni enfatiche e a volte triviali (e/o da un banner gigante) possa diventare con buone probabilità vostro cliente?  Egli si dedicava a ciò che più gli piaceva, dico gli piaceva, perchè ora non è più tanto felice:il suo pensiero è probabilmente di liberarsi di voi in modo da poter riprendere l'attività precedente, che ai suoi occhi è decisamente più ricca di stimoli e significato della versione elettronica di un urlo da mercato, che in quel momento si interpone in modo impertinente tra i loro occhi e il loro "oggetto del desiderio", sia esso un videogame, una e-mail o una pagina di e-book. Vi faranno quello stramaledetto click, ma non vi daranno praticamente mai attenzione. Rassegnatevi. Era meglio il sospirato Carosello (la cui versione moderna, un po' troppo scoperta, sono i cartoni abbinati ai giochi, come "Let's and Go" o "Bakugan", capostipiti i Pokemon) dove si puntava piuttosto a catturare la curiosità senza piazzarsi sopra gli occhi della gente con la stessa simpatia di un adesivo che ti si incolla sul vetro anteriore dell'auto finchè sei in autostrada.

Dopo questa non breve invettiva, dirò che ho provato a vedere cosa siano questi nomi commercial-scientifici e roboanti come tipicamente ne hanno solo i farmaci e le band power metal:

  • Tramadol- un analgesico forte
  • Oxycontin,Oxycodone o Lortab- altro analgesico. Sembra possa indurre dipendenza
  • Vicodin- analgesico narcotico. Balzato agli onori delle cronache perchè pare ne abbia fatto uso Eminem ("My mom love Valium and lots of drugs/ That's why I am like I am because I'm like her..."[1] Ennò, che giustificazione è? Troppo comodo, signor Slim Shady)
  • Plavix o "Clopidogrel"- farmaco per prevenire la trombosi?
  • Phentermine- riduce l'appetito?
  • Levotyroxine- ormone sintetico 
  • Adderall- psicostimolante contenente anfetamine, usato per l' ADHD
  • Xanax- Ma non era una fotocopiatrice? Ah, psicofarmaco antiansia e contro attacchi di panico. Benzodiazepina (a tal proposito si veda anche [2])
  • Fioricet- farmaco contro il mal di testa forte
  • Hydrocodone- analgesico, narcotico, versione sintetica di un oppiaceo (!)
  • last but not least il già citato Valium o Diazepam (ma che male volete che faccia, su, lo usava anche Solid Snake per sparare meglio ^_^...)- notissimo ansiolitico sedativo

Notiamo come mi sia servito essenzialmente di Wikipedia inglese, dato che non tutte le voci sono presenti in Italiano. Il che mi fa pensare male su quanto siano (troppo?) diffusi i farmaci negli Stati Uniti, ma su questo sono un po' prevenuto (come credo un po' tutti, dopo la vicenda di Michael Jackson).

Un'altra ovvia osservazione è: non c'è quasi un farmaco per il corpo: eccettuati l'ormone e quello per la trombosi sono tutti antidolorifici, tranquillanti e in generale prodotti con un effetto sul cervello. Non è che lì in Nord America- o da dovunque altro venga questo fastidioso spammer anglofono (e qui come siamo messi?) qualcuno si sta scordando che esistono le emozioni e appena non si sente perfettamente a posto, anche solo per uno sbalzo d'umore o una tensione, risolve allegramente in modo medico, convinto che il suo sia un problema patologico? E poi, pubblicità su Internet e vendita su Internet, neanche fossero caramelline alla fragola. Anche questo è consumismo, se possibile, dato che è consumismo di stati d'animo, almeno concepito così, senza controllo, è assai simile alla pubblicità, quella che pretende di vendere non oggetti ma allegria, felicità, tranquillità (e invece l'effetto immediato è una noia cosmica, nella stragrande maggioranza dei casi). Molti l'hanno già detto, lo so, ed è faziosa e semplificante l'accusa all'industria farmaceutica (ma qui ne critico più che altro l'uso miracolistico e irresponsabile) In ogni caso se questa linea di pensiero ha anche un poco di ragione, questo non è più semplice comprare, è la merce o il prodotto come paradigma dell' esistente, è Consumismo 2.0


note:
[1] Da "My mom", in Eminem, "Relapse", Interscope Records, 2009

[2] "Benzodiazepina non toccarmi la tristezza, farmaco generico non mi spaventi tu" - da "Tristezza", in Elio, "Studentessi", Hukapan, 2008

[Modificato il 7/30/2009]


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Una risposta a Pillole e Pubblicità



  1. Visit I Care

    In genere io ricevo un centinaio di spam al giorno nel mio blog, bloccati da askimet, ma devo poi cancellarli tutti. E chissà se nel gran numero che cancello in blocco non ci sia qualche commento valido? In genere sono spam che invitano all'uso di farmaci o di siti legati all'erotismo (pensa te che si devono inventare). A suo tempo scrissi un post in merito, paragonando questi fastidiosi spam alla "falange macedone".
    Un salutone



  2. Visit Marco B.

    Ci si consola illudendosi (ma è vero o no) che la quantità di messaggi indesiderati sia una misura di successo...